I ragazzi della classe 5^ Aut-Inf B, con i proff. Erminia Pelliccia e Luigi Sigismondi, la mattina del 4 giugno, hanno svolto una particolare lezione di Storia e di Memoria, fuori dall’aula, dove anche i muri, le pietre d’inciampo e le targhe commemorative raccontano. Insieme ad una guida speciale, la storica e scrittrice Maria Saveria Borrelli, hanno percorso i luoghi cittadini della rivolta lancianese del 6 Ottobre del 1943, dove i giovani eroi ottobrini persero la vita per difendere la loro LIBERTÀ’ e la nostra. Le parole appassionate ed emozionanti della nostra guida ci hanno trasportato in quei giorni concitati, pieni di paura e di morte, nelle vicende personali dei quei ragazzi, che son dovuti diventare adulti anzitempo, per opporsi coraggiosamente ai nazisti e “resistere”, nell’attesa degli alleati e della LIBERAZIONE. Abbiamo rivisto sulle nostre strade, che percorriamo ogni giorno, gli uomini adulti e i giovani con le armi, le numerose donne, dalle finestre o dietro le porte, pronte a tendere una mano, tutti, ognuno a suo modo, hanno resistito.
E’ stata un’esperienza unica, e come dice una famosa canzone “…la Storia dà i brividi perché nessuno la può fermare…è la gente che fa la Storia quando si tratta di scegliere e di andare…”, è ciò che hanno fatto i ragazzi del “43 e il loro sacrificio non è stato vano, affinché noi oggi godessimo della libertà e della democrazia, e dobbiamo coltivare sempre questi valori, tocca ad ognuno di noi preservarli, perché “La Storia siamo noi…”
Amor Vincit Omnia
Oggi, mentre uscivamo dalla scuola, per incontrare Maria Saveria Borrelli, che ci ha donato il suo tempo, autrice di diversi libri sulla Resistenza, parlavo d’amore con la classe quasi per gioco: non è facile amare, amore è anche amaro, non è solo dolce gioia, è matrimonio e martirio. Chi sa soffrire e rinunciare, accetta di amare, per la gioia di donare sé stesso agli altri. Alla mia domanda a tutta la classe, sull’esistenza dell’amore, ho sentito solo le parole “Non esiste…non ci credo”.
Poi, si ricordava la Resistenza lancianese, come approfondimento in vista degli esami. Si raccontavano le storie della gente abruzzese, che ha combattuto. Si parlava dell’amore delle donne, dei ragazzi trucidati e non c’era niente da gioire.
Eppure quelle storie provocano un’emozione che fa tribolare il cuore, perché anche quei ragazzi e quelle ragazze del ’43 amavano, erano innamorati più che mai della vita e della libertà. E per questo morirono, ed oggi la loro storia è andata oltre le pietre di inciampo, oltre le sventagliate di mitra incise sui muri e oltre i monumenti ad essi dedicati.
Alla fine della giornata, alla stessa domanda sull’amore non ha risposto più nessuno, solo qualche sorriso.
L’amore “resiste”. Forse la gioia più grande sta proprio qui: nel saper ascoltare e nel continuare a raccontare che l’amore è sopra ogni cosa. L’ AMORE è eterno, abita dentro la Storia, è ovunque in ogni essere vivente. Oggi i ragazzi hanno capito che la Resistenza non è stata solo una guerra, ma il più grande atto d’amore collettivo della nostra storia: Amor Vincit Omnia. – Prof. Luigi Sigismondi
“La giovane età e il coraggio di questi giovani martiri sono stati l’aspetto che più ci ha colpito di questa giornata: ragazzi, talvolta più piccoli di noi, che hanno scelto di sacrificare la propria vita per la libertà”. – Klarence Guidi e Nathan Ucci
“L’esperienza vissuta lungo i percorsi della Resistenza di Lanciano mi ha fatto riflettere soprattutto sul coraggio che hanno avuto gli Eroi Ottobrini. Erano per lo più ragazzi della nostra età che, nonostante la paura, hanno combattuto per la liberazione dell’intera città. Un’altra cosa che mi ha colpito è stato il dolore dei genitori nel venire a sapere della morte dei propri figli, sentendosi in colpa e impotenti per non essere riusciti a salvarli. È un’esperienza che sicuramente mi ha segnata, conoscere ciò che è successo nel nostro territorio e sapere come hanno affrontato il conflitto anche ragazzi molto giovani, che a quell’età avrebbero dovuto divertirsi invece di assumersi responsabilità così grandi. Ricordare il sacrificio di queste persone è importante per non dimenticare la Storia e per costruire un futuro migliore”. – Noemi Impicciatore
“Ripensando alla camminata di ieri mattina a Lanciano nei luoghi della guerra, c’è una cosa che mi fa un effetto strano, mi ha colpito il contrasto assurdo tra ieri e oggi: vedere la gente che si prende il caffè o passeggia tranquilla, e pensare che su quegli stessi identici sampietrini nel 43 c’erano ragazzi che sparavano, rischiavano la pelle e morivano, fa impressione. Camminiamo tutti i giorni sopra a una storia crudele senza renderci conto che oggi siamo liberi grazie a quello che è successo proprio lì sotto i nostri piedi”. – Riccardo Torosantucci
“Questa uscita didattica mi ha fatto comprendere come la seconda guerra mondiale abbia coinvolto il mondo intero, arrivando a colpire anche i paesini del nostro territorio. Di fronte ad un mondo che cadeva a pezzi, molti giovani coraggiosi non si sono tirati indietro ed hanno lottato con ogni mezzo a loro disposizione, riuscendo a vincere anche a costo della vita.” – Erica Ichim
“Abbiamo ascoltato le storie impressionanti e commoventi che hanno percorso le strade della nostra città, con il cuore tremolante, ho pensato ad alcune parole che descrivono quegli eventi: CORAGGIO, COMPASSIONE, SOLIDARIETÀ, FRATELLANZA e il DISPIACERE di non essere lì con loro ad aiutare e rimediare in qualche modo.” – Federico Tano
“Ho rivissuto gli eventi tragici che hanno colpito il mio territorio, ho potuto immedesimarmi nelle emozioni e nelle sensazioni provate da coloro che hanno subito violenze per liberare la propria città. Mi ha colpito molto la vicenda di Guido Rosato, un eroe ottobrino che svolgeva il mestiere di barbiere e che fu tradito e ucciso da un suo cliente abituale, un soldato tedesco. Ciò mi ha fatto riflettere molto sul valore della fiducia. Mi ha colpito il fatto che Guido Rosato sia stato tradito da una persona che conosceva e questo mi ha fatto capire quanto la fiducia sia importante nei rapporti tra le persone, ma anche quanto possa essere fragile. Quando qualcuno tradisce la nostra fiducia, le conseguenze possono essere molto dolorose. Questa storia mi ha fatto pensare che bisogna imparare a fidarsi degli altri, ma anche essere consapevoli che non sempre le persone si comportano come ci aspettiamo. Inoltre, mi ha fatto ammirare ancora di più il coraggio di chi ha sacrificato la propria vita per difendere la libertà. Ho avuto modo, nel corso degli anni, di ascoltare diverse testimonianze dei miei nonni, che hanno vissuto in prima persona questa rivolta. I loro racconti mi hanno permesso di comprendere meglio quanto siano stati difficili quei momenti e quanto sia importante ricordare e valorizzare il sacrificio di chi ha lottato per un mondo migliore”. – Martina Di Bucchianico
“La giornata di ieri è stata molto emozionante e carica di riflessioni. Durante il racconto della storica Maria Saveria Borrelli, ho sempre immaginato lo scenario catastrofico e surreale della guerra, scenario che sembrerebbe lontano, ma che invece purtroppo è di nuovo molto vicino a noi! Pensavo anche al dolore delle madri, delle sorelle, delle donne in generale, veder morire davanti ai propri occhi i figli o i mariti, ma so bene che provare ad immaginare quel dolore è impossibile, finché non lo si prova sulla propria pelle. Mi sembra strano ed ingiusto che nonostante gli orrori verificatisi durante quel periodo, ancora oggi si vedano scene di guerra!” – Andrea D’Eletto
“L’esperienza vissuta sulle strade della Resistenza di Lanciano mi ha fatto riflettere sul coraggio degli Eroi Ottobrini, che pur essendo molto giovani hanno scelto di lottare per la libertà della loro città. Mi ha colpito pensare a quanto fosse difficile vivere in quel periodo, tra paura, sacrifici e incertezze. Questa esperienza mi ha aiutato a comprendere meglio la storia del mio territorio e a capire quanto siano importanti la pace e la libertà. Ricordare questi eventi è fondamentale per non dimenticare il passato e per apprezzare i diritti di cui oggi possiamo godere.” – Chiara Piras
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