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Cosmic School – L’Atterraggio

L'Aquila, il futuro della scienza passa dal Gran Sasso: 1.800 studenti a lezione di "Cosmic School"

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da Chis01100a-psc

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L’AQUILA – Il 29 maggio nell’aula magna dell’INFN LNGS ad Assergi si sono ritrovate le rappresentanze tredici scuole, 1.800 studenti e un unico grande obiettivo: trasformare la trasmissione del sapere in un flusso continuo, capace di abbattere i muri tra le discipline e valorizzare le eccellenze del territorio. Numeri e ambizioni fotografano il successo della giornata conclusiva di “Cosmic School”, una delle 34 iniziative nate sotto l’egida del Bando Polaris del Fondo per la Repubblica Digitale. Un progetto che si muove lungo i due pilastri della formazione e dell’orientamento, unendo pubblico e privato nel segno del sociale. L’atterraggio, il nome dato alla giornata conclusiva del progetto è emblematico.

A fare gli onori di casa è il Prof. Ezio Previtali, Direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN (INFN LNGS). «Siamo un’eccellenza – ricorda con orgoglio – e nei nostri laboratori si incontrano professionisti che provengono da 75 nazioni differenti». All’evento partecipano le massime autorità partner del progetto. L’assessore alle politiche sociali del Comune dell’Aquila, Manuela Tursini, porta i saluti del sindaco Pierluigi Biondi, seguita dal rettore dell’Università dell’Aquila, Prof. Fabio Grazioso, che ribadisce la storica vicinanza tra l’ateneo aquilano e i laboratori dell’INFN.

Di visioni e rigore parla invece la rettrice del GSSI, Prof.ssa Paola Inverardi, sottolineando la necessità di superare lo steccato tra discipline STEM e scienze umane: «L’importante è essere profondi e rigorosi». Un assist raccolto dal Dott. Massimo Nardocci, direttore dell’USR Abruzzo, che ricorda la fortuna degli istituti regionali nell’avere a portata di mano un polo scientifico di respiro globale. A tracciare il bilancio operativo e la cronologia di questa complessa macchina organizzativa sono infine Chiara Di Girolamo e Vincenzo Smaldore, responsabili del Fondo Nazionale per la Repubblica Digitale.

Il cuore pulsante della giornata resta però il lavoro dei ragazzi, chiamati a esporre i propri progetti davanti a un panel di docenti ed esperti, suddiviso in tre macro-aree tematiche.

Genere e tecnologia: la sfida al Gender Gap

Il primo blocco di presentazioni aggredisce frontalmente gli stereotipi di genere nell’ambito delle materie STEAM. Gli studenti del Pasolini di Potenza (in rappresentanza del Nicola Clemente) presentano un’applicazione dotata di un algoritmo per i test di orientamento, capace di mettere in contatto gli alunni direttamente con i professionisti del settore. Il Leonardo Da Vinci di Pescara punta invece sulla simulazione comunicativa con “Inside her”, un’app progettata per analizzare e segnalare i commenti potenzialmente dannosi o tossici nei dialoghi. Da Pompei, i ragazzi del Liceo Scientifico Pascal lanciano il portale “Break stereotypes – War to stereotypes”: un questionario interattivo che misura quanto il pensiero dell’utente sia condizionato da bias innati o assimilati, con un focus mirato sui temi del lavoro e dell’emotività.

Citizen Science: la ricerca si fa sociale

Nel secondo panel la scienza scende in strada e analizza la quotidianità. Fabio Amicone introduce la ricerca dell’Amedeo d’Aosta dell’Aquila su trasporti e luoghi di aggregazione, mostrando come i dati empirici possano orientare la società ad accogliere la nuova generazione. Il tema della mobilità è centrale anche per il Marie Curie di Giulianova: una delegazione di quattro studenti illustra uno studio dettagliato sul trasporto pubblico locale, analizzando sicurezza, percorsi, costi e raccomandazioni per l’utenza scolastica. Spazio all’ambiente con il Galilei di Pescara, che mappa capillarmente il territorio con l’indagine “Cosa offrono i parchi di Pescara”, monitorando l’accessibilità per i disabili e i servizi per le famiglie. Chiude il cerchio l’Istituto Mattei di Vasto, con un’approfondita radiografia sulla mobilità studentesca nel proprio hinterland.

Raggi cosmici e particelle: la fisica in pratica

L’ultimo panel – valutato dagli esperti Attanasio Candela, Massimo Mannarelli, Adriano Giovanni e Massimiliano De Deo – entra nel merito della fisica pura e della costruzione dei Cosmic Ray Cube (CRC). Il Bafile dell’Aquila apre i lavori descrivendo il flusso di muoni al variare dell’angolo di Zenith. C’è molta ingegneria, invece, nel progetto dell’ISS Da Vinci De Giorgio di Lanciano: lo studente Lleshi Klevis presenta una culla meccanica per il rilevatore che ne permette l’inclinazione millimetrica sugli assi X e Y. L’ISS Peano Rosa di Nereto racconta la costruzione del cubo evidenziando una scelta strategica: coinvolgere principalmente le classi terze per garantire continuità e futuro al progetto. Il Vitruvio Pollione di Avezzano inserisce il CRC come fulcro della sua storica e collaudata “Settimana Scientifica”, mentre l’Einstein di Teramo restituisce l’entusiasmo di quattro giornate intense, divise a metà tra l’assemblaggio pratico del rilevatore e la divulgazione scientifica peer-to-peer nelle altre classi.

Al termine delle sessioni, i membri della giuria esprimono piena soddisfazione, rimarcando come le passioni condivise possano concretizzare grandi traguardi. Nelle parole dei giurati c’è spazio per i ringraziamenti: ad Attanasio Candela per il prezioso lavoro svolto negli anni e al direttore dell’INFN per aver aperto le porte dei laboratori a questa scommessa educativa.

Il Palmarès della giornata

La cerimonia si chiude con la consegna dei riconoscimenti ufficiali. Per la categoria “Realizzazione Audiovisiva”, il premio consegnato da Valerio Lomartire della Fondazione OpenPolis vede trionfare il Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci di Pescara, seguito dal Vitruvio Pollione di Avezzano e dall’IS Palizzi Mattei di Vasto.

Nella categoria “Contenuti Scientifici”, il Direttore dell’INFN LNGS premia con una fornitura di testi scientifici l’ISS Da Vinci De Giorgio di Lanciano (primo classificato), seguito sul podio dal Palizzi Mattei di Vasto (secondo) e dal Leonardo Da Vinci di Pescara (terzo).

Il nostro Istituto ha vinto il primo premio per il video realizzato dall’alunno Riccardo Torosantucci della classe 5AtB, un reportage tecnico preciso e coinvolgente delle due giornate -8 e 9 Aprile- in cui 25 studenti selezionati  hanno svolto il laboratorio di montaggio, installazione  e analisi dei dati del Cubo CRC, insieme ai partner scientifici, ing. Attanasio Candela e Massimiliano De Deo.

Nel pomeriggio le delegazioni degli studenti hanno potuto visitare i laboratori del Gran Sasso, unici al mondo, guidati da ricercatori che hanno emozionato e reso più concreta la sfida che istante per istante vive nel cuore della montagna, in cui sembra anche l’uomo avvertire il silenzio delle profondità del cosmo.

Le scienze non sono a compartimenti stagni, ma camminano parallelamente, condividendo un rapporto di simbiosi nel quale mettono in comune gli esperimenti, i fallimenti, le scoperte e un unico obiettivo: scoprire le leggi che governano l’universo e tutti noi. Le scienze sono composte dall’insieme dei ricordi e delle esperienze delle vite di tutti coloro che hanno deciso di intraprendere questo percorso. Possiamo affermare che il viaggio alla scoperta dell’ignoto non è un processo diviso dagli anni o dai progetti svolti; esso è una capsula del tempo in continuo aggiornamento, che si evolve ad ogni “perché” che viene posto e dalle idee che nascono da essi. Per percorrere la strada della ricerca non ci serve la fortuna, bensì c’è bisogno solo di curiosità, spirito di iniziativa e una grande voglia di imparare. – Elisa Bertoldi, 5Ch

La scuola si supera, quando esce dai suoi muri per raggiungere posti unici come i laboratori del Gran Sasso. La visita ha regalato agli alunni ed ai professori che hanno saputo cogliere l’importantissima opportunità momenti di apprendimento unici ed emozionanti, un apprendimento indubbiamente significativo, costruito su un turbinio di emozioni positive che difficilmente potrà essere cancellato dal tempo. – prof. Federico Di Sante.

 ‘’ ‘Cosmic School’ è stato un progetto molto impegnativo – afferma la prof.ssa Angela d’Orazio, referente dell’Istituto per il progetto – Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione e all’organizzazione di un progetto così complesso (la Dirigente Scolastica, lo staff della Dirigente, il personale docente, il personale amministrativo, gli assistenti tecnici, i collaboratori scolastici). Il progetto ci ha fatto appassionare allo studio dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande, così incredibilmente in relazione fra loro, ci ha resi consapevoli del fatto che siamo realmente fatti di ‘polvere di stelle’!”

 

Sfoglia la galleria fotografica della giornata.

 

I dettagli e la cronaca ufficiale dell’evento sono consultabili sul portale dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare al link: https://www.lngs.infn.it/en/news/cosmic-school-26